Il progetto prende avvio dall’esperienza maturata durante invisibile, proseguendo gli incontri con alcuni dei ragazzi conosciuti in quel contesto.
I ritratti — realizzati in parte in Polaroid, nelle case e negli spazi della quotidianità — hanno fatto emergere una presenza inattesa: una naturale attitudine a stare davanti all’obiettivo, una disponibilità semplice, quasi spontanea, al ruolo di modelli.
Da questa osservazione nasce l’idea di spostare lo sguardo, avvicinandosi al linguaggio della moda come dispositivo narrativo.
Il progetto immagina una rivista possibile, costruita con i codici del fashion editoriale ma abitata da storie, percorsi e identità che provengono da tutt’altro contesto.
L’estetica diventa così un passaggio leggero, uno spazio in cui immagine e racconto convivono senza sovrapporsi, lasciando affiorare connessioni tra rappresentazione, desiderio e realtà vissuta.
I resta un lavoro in evoluzione, aperto a collaborazioni e a forme di sviluppo editoriale e produttivo che possano accompagnarne la realizzazione.